Che fine ha fatto il mercurio delle vasche ex Eridania? lo chiede l'associazione Clan-Destino

lunedì 08 febbraio 2010

"La costruzione dell'inceneritore di PowerCrop prevederebbe l'interramento (ovvero il riempimento) delle quattro vasche di decantazione di circa 5 ettari interne allo stabilimento ex-Eridania, allo scopo di ricavare un piazzale per lo stoccaggio dei materiali combustibili per la centrale a biomasse - lo ricorda l'associazione Clan-Destino - Per agevolare questo intervento, lAmministrazione comunale di Russi già nel febbraio 2008 aveva tentato la modifica e la riperimetrazione di tali siti a protezione ambientale speciale europea (siti SIC/ZPS). A tale proposito l'associazione aveva provveduto a segnalare quanto stava accadendo sia al Ministero dell'Ambiente che alla Commissione Europea a Bruxelles".


"Powercrop dando già per acquisita la modifica della destinazione d'uso dell'area, presentava in Regione a fine agosto 2008 il progetto definitivo per la costruzione della centrale in attesa di V.I.A. ma, nel contempo, il Ministero dell'Ambiente interpellato dall'associazione Clan-Destino, non accoglieva l'istanza del Comune e
negava alla Regione la richiesta di modifica del perimetro dell'area. Forse nel tentativo di rimediare a tale situazione, Eridania, e non PowerCrop, attivava in  Provincia una procedura semplificata "parallela" per l'interramento delle vasche, depositando uno studio di incidenza.

La Provincia stessa si esprimeva definendo questo "un intervento la cui realizzazione determina incidenza negativa significativa". Nonostante ciò, in data 7.11.2008, rilasciava una valutazione positiva con soltanto due prescrizioni: la prima inerente la tempistica degli interventi, mentre l'altra imponeva la "costruzione di una vasca di eguale superficie in area adiacente o direttamente confinante al perimetro del sito". Ritenendo non corretta questa procedura "semplificata" l' associazione ha provveduto ad inviare in data 5 dicembre 2008 alla Provincia, alla Regione e al Comune di Russi, una diffida a rilasciare ogni qualsivoglia autorizzazione e/o nulla osta all'interramento delle vasche in questione. Il dubbio che non fosse stata attuata una corretta procedura è stato confermato anche da una analisi approfondita effettuata sul progetto presentato da Eridania in cui emergeva come i valori del mercurio, rilevati e dichiarati dallo stesso proponente, fossero superiori al consentito.

Nel contempo, agli inizi di dicembre 2008 in un'area adiacente e confinante con le vasche di proprietà di soggetti terzi e da anni deposito di terreni di lavaggio barbabietole, l'esecuzione di grandi opere di movimento terra, poteva far ben pensare alla costruzione di opere di "arginatura". Tali interventi però risultavano privi di ogni qualsivoglia autorizzazione, per cui intervenivano sia la Polizia Municipale, la Guardia Forestale e la Soprintendenza in quanto l'area interessata è adiacente al fiume Lamone quindi sottoposta a vincolo paesaggistico. PowerCrop ha ora presentato un nuovo progetto che prevede l'interramento dei quattro bacini previo "decorticamento" del terreno contenuto al loro interno. Per tali residui di terreno derivanti dalla lavorazione industriale delle barbabietole è poi previsto uno "spandimento" su terreni di compiacenti agricoltori che si sono resi disponibili, accettando il vincolo, per un periodo di almeno cinque anni, a non impiantare determinati tipi di colture, assumendosi di conseguenza responsabilità amministrative e penali.

Considerato che in base alle analisi di fine 2008 su alcuni di questi terreni interni alle vasche risultava un valore di mercurio superiore al consentito, visto che sembra non sia stata effettuata alcuna opera di bonifica, tenuto conto che il mercurio per sua natura non può scomparire nel nulla, chiediamo alle forze politiche di intervenire e sollecitare delle contro-analisi per verificare lo stato del sito, prima che la provincia rilasci il parere per l'interro definitivo che affosserebbe per sempre la possibilità di rilevare l'eventuale stato di contaminazione sia all'interno dell'ex-zuccherificio che in altri terreni agricoli".

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